Santarcangelo di Romagna

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Santarcangelo di Romagna – Arco Trionfale

DA VEDERE:

  • Piazza Ganganelli

Dedicata al santarcangiolese Antonio Vincenzo Ganganelli, eletto Papa nel 1769 con il nome di Clemente XIV (1705-1774). In suo onore fu eretto l’Arco Trionfale (1772-1777) su progetto dell’architetto Cosimo Morelli. Di fronte all’Arco si trova il Palazzo Comunale risalente alla metà del 1800 realizzato su disegno di Giovanni Benedettini.

  • Grotta monumentale pubblica

Il colle di Santarcangelo si caratterizza per la presenza di circa 150 grotte scavate nell’arenaria e nell’argilla. Si discute tuttora sull’origine e la destinazione d’uso di alcuni di questi ipogei dotati di strutture architettoniche particolarmente elaborate e suggestive. È possibile la visita rivolgendosi all’ufficio IAT.

  • Porta Cervese

Porta d’accesso al borgo medioevale, appartenente alla seconda cinta muraria iniziata da Carlo Malatesta alla fine del XIV sec. e fortificata dal nipote Sigismondo Pandolfo nel 1447.

  • Monte di Pietà


Costruito intorno al 1630 come residenza privata e poi passato alla Congregazione di Carità. Fino ai primi decenni del Novecento fu sede del Monte di Pietà ente per l’assistenza dei bisognosi mediante credito su pegno. I locali, dalle linee architettoniche eleganti e sobrie, accolgono oggi eventi di carattere espositivo e culturale.

  • MUSAS – Museo Storico Archeologico di Santarcangelo

Il museo raccoglie e conserva testimonianze eterogenee del tessuto storico, sociale e religioso delle città e del suo territorio, dalla preistoria fino al XIX secolo. Tra i manufatti più notevoli si segnalano il polittico di Iacobello di Bonomo (1385) e preziose suppellettili sacre appartenute al concittadino papa Clemente XIV. Tale patrimonio è ospitato nella prestigiosa sede di Palazzo Cenci (XVII-XVIII sec.).

  • Chiesa Collegiata

Edificata tra il 1744 e il 1758 su disegno dell’architetto riminese Giovan Francesco Buonamici, presenta un interno ricco di opere. Tra queste, sul portale di ingresso l’organo ligneo di Gaetano Callido (1979), al secondo altare a sinistra la tela del pittore santarcangiolese Guido Cagnacci (1601-1663) raffigurante San Giuseppe, Gesù Bambino e Sant’Eligio, firmata e datata 1635, nel transetto, a destra, un Crocifisso di scuola riminese del Trecento. In fondo alla chiesa, nel lato sinistro, una cappella allestita nel 1821 ospita le reliquie del Beato Simone Balacchi (m. 1319).

  • Rocca malatestiana

Edificata su resti più antichi, la rocca attuale si compone del mastio risalente al 1386 e di una struttura con tre torrioni poligonali eretta su iniziativa di Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1447, come ricorda l’iscrizione posta accanto all’ingresso principale. All’interno sono visitabili un bel cortile con cisterna medioevale e tre saloni che conservano mobili ecclesiastici seicenteschi provenienti dalla sacrestia della chiesa di San Romualdo di Classe di Ravenna.

  • Sferisterio

Costruito verso la fine del XVIII secolo a ridosso della cinta muraria malatestiana come campo da gioco del pallone al bracciale, antico sport praticato ancora oggi insieme a quello del tamburello.

  • Stamperia Marchi

Storica bottega artigiana in cui si realizzano su stoffa ancora oggi le antiche stampe romagnole a ruggine. All’interno un raro mangano, risalente al 1633 e tuttora in funzione, provvede alla follatura delle tele.

  • Le fontane ideate da Tonino Guerra

La genialità del poeta santarcangiolese tradotta in sculture zampillanti. In Piazza Ganganelli la fontana a vasca circolare con seduta all’ingresso del Parco della Fiera Il prato sommerso e lì accanto i Fiori di Pietra, colonne rilucenti d’acqua.

  • Campo della fiera

Il parco conserva nel nome il forte legame con l’originaria funzione di foro boario e con la secolare tradizione delle fiere. Suggestiva è la vista che qui abbraccia parte dell’antico nucleo cittadino raccolto entro la cinta muraria malatestiana, dalla imponente Rocca alla chiesa Collegiata.

  • Piazzetta delle Monache

Sulla piazza si affacciano il Monastero delle Sante Caterina e Barbara (XVI secolo) con l’annessa chiesa (1738), Palazzo Cenci (XVII-XVIII sec.), il “Campanone” o Torre dell’Orologio (1893), e l’ingresso di uno dei 5 “ipogei monumentali”, privato ma visitabile su richiesta rivolgendosi all’ufficio IAT.

  • MET – Museo degli Usi e Costumi della Gente di Romagna

“La Capanna della Memoria”, così come è stato definito il museo dal poeta-sceneggiatore Tonino Guerra, conserva oggetti della cultura e civiltà contadina romagnola. Diviso in 9 sezioni, propone un percorso ergologico e simbolico-rituale dei vari cicli lavorativi.

  • Pieve di San Michele Arcangelo

La chiesa, dalle forme che richiamano quelle ravennati-bizantine, risalente al VI-VII secolo d.C., sorge su un antico centro civile, il Pagus acervolanus, dal latino acervi: cumulo di laterizi. In questa zona vi erano infatti nel periodo romano numerose fornaci.

  • Museo del Bottone

Collezione privata Gallavotti. 8500 bottoni “raccontano” vicende storiche, personaggi e aneddoti dal 1700 al 1900; esposti anche i materiali e la loro trasformazione e curiosità dal mondo.

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Article by Giancarlo Spadini

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